Finisce a reti inviolate la gara contro l’Atalanta. Un punto che può soddisfare gli uomini di Di Carlo che attualmente conservano una classifica abbastanza tranquilla in ottica salvezza.
Alla vigilia Colantuono chiedeva un’Atalanta in versione casalinga, Sorrentino si augurava una gara da Chievo: nessuna delle due, perché le squadre finiscono per annullarsi. Tanti scontri a metà campo, molta intensità, ma altrettanta confusione. Occasioni da rete col contacogge e un pari che, alla fine, forse non scontenta nessuno.
Pericolo giallo — Se l’Atalanta è quella annunciata alla vigilia, con Bonaventura al posto dello squalificato Schelotto, il Chievo si presenta con almeno tre novità: Dramé è preferito a Jokic sull’esterno sinistro, Vacek a Hetemaj a centrocampo e Moscardelli a Thereau davanti. Saranno i tanti cambi, oppure le scorie della scoppola di San Siro, ma in avvio di gara il Chievo è timido e contratto, mentre l’Atalanta mostra buona personalità e prende in mano il centrocampo con Cigarini e Carmona che, pur in inferiorità numerica, dettano i ritmi in assoluta libertà (e in assenza di pressing avversario).
Il trascinatore — Con il passare del tempo, però, Pellissier comincia a girare come un tarantolato, senza dare punti di riferimento alla difesa nerazzurra e alternandosi nel ruolo di attaccante e rifinitore. Insomma, fa tutto lui, anche perché Sammarco trequartista ombra è più ombra che trequartista e Moscardelli si danna, ma quando c’è da infierire si prende sempre un secondo di troppo. Occasioni, quindi, non se ne vedono, né dall’una, né dall’altra parte: qualche protesta in area nerazzurra per trattenute giudicate eccessive da Pellissier e compagni e molti scontri seguiti da altrettanti cartellini (già quattro all’intervallo).
Bicicleta argentina — L’avvio del secondo tempo è sulla falsariga di quello del primo, con l’Atalanta padrona del campo e Chievo in evidente difficoltà: Denis si diletta in una rovesciata replay di quella vincente di Lecce, questa volta però Sorrentino non si fa sorprendere. L’equilibrio è al massimo e Colantuono è il primo a tentare di muovere le pedine sulla scacchiera: dentro Gabbiadini e fuori Bonaventura, dunque due punte di ruolo più Moralez. Audace. Di Carlo non vuole essera da meno e raddoppia: nella mischia Thereau e Hetemaj e relax per Moscardelli e Vacek. Qualche minuto ancora e Moralez lascia spazio al rientro di Ferreira Pinto. Tutta questa baraonda, per nulla, perché è sempre Pellissier a sfiorare la rete in due occasioni, di testa. A 8′ dalla fine il Chievo ci prova anche con le tre punte (Paloschi per Sammarco), ma senza sfondare il muro bergamasco.
fonte gazzetta.it
Sergio Stanco